lunes, 12 de mayo de 2014

Transfeminismos en Valencia 15 mayo 16:30h

Presentación de Transfeminismos en Valencia
Jueves 15 de mayo 16.30h
Aula B.0.2 Facultad de Bellas Artes
Universidad de Valencia

presentación de Piratte y Pornotullido a cargo de POST OP en Valencia


Miércoles 14 de mayo a las 20:00h presentación de Piratte y Pornotullido a cargo de POST OP en la mandrágora.

Pornortopedia, juguetes, protesis y ortesis con fines sexuales pensados para todxs.(diversidad funcional y prácticas postporno)

"No es lo que el postporno puede hacer por la personas con diversidad funcional sino lo que pueden hacer éstas por el imáginario colectivo"

Piratte , documental y revista fotográfica realizada por diversos activistas postporno de Barcelona.

La fotografía ha sido utilizada durante muchos años como medio para documentar y patologizar los cuerpos disidentes, ha mostrado las sexualidades y corporalidades minoritarias como “el otro” o “lo abyecto”.

Hoy somos nosotrxs quienes cámara en mano, y como si de una venganza se tratara, utilizamos los mismos medios para mostrarnos a nosotrxs mismxs, nuestros cuerpos, nuestras prácticas.

Lo que antaño fue mostrado como lo monstruoso ahora lo mostramos como algo bello, deseable, fuerte, contundente y envidiable.

Desde la confusión de biologías, géneros y prácticas ofrecemos un producto para el disfrute visual del consumidor. Cuerpos ignorados que se convierten en cuerpos políticos. Cuerpos hasta ahora representados como el otro, el abyecto, lo monstruoso, los mostramos como deseables, seductores, bellos y orgullosos de sí mismxs.

+ INFO: http://postop-postporno.tumblr.com/

martes, 6 de mayo de 2014

5 maggio 2014 - archipelaghi postesotici

installazione
 archipelaghi in lotta: isole postesotiche

bâtiment B2 a Paris 8 Saint-Denis
dal 5 al 28 maggio, Parigi


Le isole hanno preso corpo grazie alla presenza, alle mani, agli occhi, alle parole, al supporto materiale delle persone vicine, che le hanno raggiunte, incontrate, messe in discussione, amate. 

abbiamo cucito un arcipelago, la forma geografica delle nostre relazioni, una rappresentazione delle alternative di vita anticapitaliste nelle quali siamo impegnate.
Nella Storia e negli immaginari dominanti, le isole sono sconosciute, scoperte, deserte, selv
agge, incontaminate, paradisiache. Esotiche, rappresentano degli ideali di puro erotismo.
Nelle nostre biografie e nelle nostre fantasie le isole corrispondono a dei luoghi che hanno subito e subiscono delle forme di dominazione nazionale, economica e turistica. I processi culturali, politici e storici che attraversano le isole le trasformano in dei luoghi complessi da vivere. Diventano pesanti: dei luoghi da cui andare via e dove è difficile vivere, dove desideriamo tornare, luoghi da decolonizzare, sempre presenti nelle nostre autorappresentazioni e interpretazioni del reale.
In continua tensione con i capitali e le metropoli, siamo impegnate a ripoliticizzare il souvenir, i ricordi e la storia di ognuna di noi in opposizione a tutte le storie imperialiste cui non vogliamo appartenere.
Le tre isole che abbiamo cucito portano una parola che compone la frase: "chi perde trova", il messaggio che vogliamo trasmettere a paris, uno dei centri dell'europa occidentale, capitale della francia colonizzatrice, capitalista y explotadora.
L'arcipelago occupa lo spazio dell'univerità di Paris8. Ogni isola è connessa alle altre attraverso delle trecce che le percorrono il vuoto della sospensione come strade. La superficie delle isole è composta da forme corporee, geocorpi, corpi vegetali che traducono una visione postesotica delle isole, l'idea di un arcipelago in lotta.


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un archipiélago, la forma geográfica de nuestras relaciones, que representan las alternativas de vidas anticapitalistas en las que estamos empeñadas.

En la historia de los imaginarios dominantes las islas son desconocidas, descubiertas, desiertas, salvajes,  incontaminadas, paradisiacas, exóticas y representan unos ideales de puro erotismo.

En nuestras biografías y en nuestros imaginarios, las islas corresponden a unos lugares que han sufrido y sufren formas de dominación nacional, económica y turística. Los procesos culturales, políticos y históricos que atraviesan las islas las transforman en unos lugares, para nosotras, complejos de vivir y de dejar**.

En continua tensión en contra del capital y de las metrópolis, queremos repolitizar el "souvenir", nuestros recuerdos y la historia de cada una de nosotras, en oposición a todas las historias imperialistas a las que no queremos pertenecer.

Las tres islas que estamos cosiendo llevan cada una de ellas una palabra que compone la frase: "qui perd trouve/quien pierde encuentra" y eso es el mensaje que queremos transmitir a París, uno de los centros de la europa occidental, capital de la Francia colonizadora, capitalista y explotadora.

El archipiélago irá ocupando el espacio de la universidad de Paris 8. Cada isla, de larga unos cuantos metros, será conectada a las demás a través de trenzas de tela. La superficie de las islas estará hecha por geocuerpos y cuerpos vegetales para traducir una visión post-exótica de las islas, la idea de un archipiélago en lucha.



Exposicion "Archipielagos en lucha: las islas postexoticas"

"Les îles postexotiques" es un proyecto trans nacional-sexual-lingüístico nacido desde la colaboración antropológica-artística y desde la correspondencia de imaginarios y sueños entre islas. Lugares creativos, húmedos y colectivos imaginados en el 2013 entre Valencia (España), Verona (Italia), París (Francia), Losinj (Croacia), Sicilia (Italia) haciendo alianzas y encuentros con personas que comparten la lucha y el proyecto.


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Exposition "Archipels en lutte: les îles postexotiques"

Les îles postexotiques est un projet trans national-sexuel-linguistique, né d’une collaboration anthropologique-artistique et d’une correspondance d’imaginaires et de rêves entre des îles. Il s’agit d’archipels en lutte, de lieux créatifs, humides et collectifs qui ont été imaginés en 2013 entre Vérone (Italie), Valencia (Espagne), Paris (France), Losinj (Croacia), Sicilia (Italia) en créant des rencontres et des alliances avec qui partage la lutte et le projet. 

il sangue non ha deciso
di chi sono le isole
-o dove sono-
nè le guerre
nè la fatica per raggiungerle
e, poi, lasciarle

non dirci utopiche
le isole esistono
sospese 
sul vuoto e sul pieno
del mondo capitalista
che deve perdere.

sábado, 3 de mayo de 2014

2 maggio 2014- arcipelaghi postesotici

cordoni 

le isole non esisterebbero
se non ci fossero delle tensioni

intrecciando le strisce di stoffa
a volte è necessario aggiungere del tessuto
per allungarle

i nodi bisogna farli tutti esterni
che siano visibili
politici

tiriamo da una parte e dall’altra
per vedere se reggono
per metterci alla prova

conta che quello che ci connette
non si sciolga
conta più il mare che la terraferma
quello che c’è in mezzo

per questo le isole postesotiche
non stanno mai in pace:
perché non sono mai sole
e nasceranno ancora

pance meticcie
nere marroni rosa
militari e ghepardate

ieri da valencia è arrivata Julia
e ha cucito il primo cordone.

ci ha raccontato che secondo la cosmovisione indigena
i figli fanno parte di una comunità
la responsabilità non è solo del padre e della madre
 i bambini giocano e imparano intorno
e non hanno bisogno di ludoteche

dicko oggi ci ha detto che a dakar 
da piccoli si sta per strada 
non ci sono parcogiochi

“ in occidente per fare dei figli bisogna avere un conto in banca, una stabilità ”
“l’occidente vuole riprodursi solo per mantenere un ordine, conservare dei privilegi e potere”
“è tutta un’altra strategia, infatti, fare figli per sopravvivere, in nome di una resistenza."



mi filo, ti ago 


Le isole saranno sospese nella corte interna
del bâtiment B2 a Paris8 Saint-Denis
dal 5 al 28 maggio.

viernes, 2 de mayo de 2014

1 maggio 2014 - arcipelaghi postesotici

sulla punta
 
oggi è tornato Dicko. Ci ha raccontato di una volta che gli hanno detto che era exotique. Stava parlando con una ragazza francese e c’è stato un malinteso. Dicko diceva grammaire ma l’altra capiva grandmère. 
"Tu veux dire quoi? Grand-mère?!"
"Grammaire!"
"Toi, t'es exotique!"
"Ça veut dire?"
"Tu arrives pas à sortir les bons sons!"

La lingua è un organo sensibile alle origini e alle trame.
In Europa abbiamo imparato la distinzione gerarchica tra lingue locali e nazionali, le regole di egemonia tra lingue nazionali. Ci ritroviamo oggi a parlare l'italiano, il francese, lo spagnolo, l'inglese, le lingue delle colonizzazioni.
In velluto rosso scuro e pizzo rosa rappresentiamo tutti i linguaggi che non si traducono nella scrittura, i neologismi e modi di dire che nascono dall'incontro con le lingue che non conosciamo. Tutti questi suoni insieme fanno risuonare l'arcipelago.

Sull'isola QUI abbiamo cucito una bocca vulcanica con sette lingue tra il raso rosso e il pizzo giallo. Le isole postesotiche parlano più lingue che possono per raccontarsi in modo indipendente. Per umettarsi le labbra. Per leccarsi le ferite. 

Le lingue succhiano, si sovrappongono, si dominano, si sfidano. Le isole postesotiche non parlano sempre delle lingue comprensibili ma si sforzano, si tirano l’una verso l’altra.
Sull'isola TROUVE abbiamo cucito decine di lingue accanto alle pance. Perché quello che viene dalla pancia, deve essere leccato per stare al mondo. 
alba allo Shakirail