Mostrando entradas con la etiqueta paratodos. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta paratodos. Mostrar todas las entradas

sábado, 21 de mayo de 2016

RADICI NEL MARE /// sunu gaal







durante il periodo coloniale, quando i francesi chiesero alle popolazioni locali come si chiama il vostro territorio, loro dissero “sunu gaal”, che in wolof significa: le nostre piroghe. il nome del senegal deriva dalla deformazione di questa espressione.
sulle fiancate delle barche spesso vengono scritti dei nomi o delle frasi di protezione. noi pensavamo di scrivere su un lato della piroga “sunu gaal” perché ci aiutasse a fare conoscere la storia di questo nome e di questo paese.
mamadou ci dice che bisogna aggiungere “de la teranga”, che significa in wolof “dell’ospitalità”, uno dei valori essenziali della cultura senegalese, forse perché è proprio quello che manca nel posto dove sono arrivati. mamadou è un ragazzo senegalese che vive insieme a mansour, babacar, arouna e antoine in un centro per migranti che si trova vicino al paratodos, il laboratorio autogestito dove abbiamo cucito insieme la piroga.
“wa keur serigne touba” significa in wolof “veniamo dalla casa di serigne touba” guida religiosa musulmana fondatore del muridismo, affinchè protegga la piroga.
la realizzazione della piroga è la trasformazione di un viaggio drammatico che ha delle drammatiche motivazioni, una di queste la pesca massiva nelle acque senegalesi da parte dei pescherecci stranieri. ne abbiamo parlato a valencia con i baye fall con cui viviamo, mentre cucivamo al paratodos abbiamo letto in un articolo che un peschereccio europeo pesca in un giorno tanto pesce quanto 56 piroghe in un anno.
mamadou tra le frasi che abbiamo trovato decide questa: “i pescherecci europei sono autorizzati a depredare il nostro mare”. mentre cuciamo mansour ci racconta: in libia, prima di salire sulla barca, sono stato 3 giorni senza mangiare, perché tutti dovevamo essere più leggeri. mamadou ci dice: la barca con cui sono arrivato io era lunga 7 metri, eravamo 127 persone e siamo rimasti 2 giorni in acque internazionali.
le piroghe sono fatte di legno, questa è morbida e fatta di vestiti da donna di seconda mano. le radici nel mare servono a sostenerla ai lati, il suo fondo è pieno d’acqua, l’ultimo giorno ci siamo accorti che mancava il timone. mentre tagliamo i vestiti, dentro ad un paio di pantaloni, troviamo un’etichetta con su scritto “non riesco ad orientarmi sono troppo occidentale” che poi abbiamo ricucito nel rosso sangue del mare.

ringraziamo la onlus yermandem e i lions per il sostegno economico e per pensare insieme il futuro della piroga, lo spazio autogestito paratodos, i due giorgio, lessen, alberto, i falegnami resistenti, per lo spazio che ci hanno concesso e per come ci hanno accolto e aiutato; teresa e sow, sherifo per averci offerto la sua professionalità; i ragazzi gambiani e senegalesi da poco arrivati a verona; rachele, arianna, grazia, graziella, paola, antonella, antonio, matilde, rosanna, mariateresa e sara, warmi, rosa e odette, per averci accompagnato durante la realizzazione, tutte le persone che si sono impegnate per la raccolta dei vestiti e tutti i nomi che stiamo dimenticando. dicko per sostenerci e aiutarci costantemente, baye e tutti i baye fall che ci sono vicini durante la vita.






miércoles, 11 de mayo de 2016

RADICI NEL MARE /// 127 persone in una barca di 7 m 2 giorni in mezzo al mare

mamadou ci racconta le tappe dal senegal fino a verona
in senegal, nella regione dove abita, c'è una impresa francese che controlla il commercio del sale
e non c'è lavoro
da quando è arrivato in italia è diventato un rifugiato
le persone non gli parlano o gli parlano male
siamo insieme
al laboratorio di cucito al paratodos
tutto quello che puo' passare sotto la macchina da cucire
l'ho fatto passare
confezioni, tende, vestiti
mi mancava la barca!
 
graziella si è messa alla macchina in un contesto completamente diverso
dalle situazioni in cui ha lavorato tutta la vita in provincia
senza mai spostarsi
ha unito gli ultimi due grandi pezzi di mare profondo
e il suo saper fare ci ha permesso di andare avanti
è tornato stone
paola è la terza sarta che viene ad aiutarci
ha iniziato a passare a macchina il celeste, il blu, l'azzurro e il verde
 
oggi abbiamo fatto arcipelago
sunu gaal significa la nostra barca
è il nome del paese di cui i francesi hanno deformato il nome
chiamandolo senegal
wa keur serigne touba
les membres de la maison de Serigne Touba
tagliamo le lettere in bianco e nero da cucire dentro e fuori la piroga
dicko ha cucinato maffe per tutti.
erano sette mesi che mamadou, zallou e babacar non lo mangiavano.