sábado, 27 de febrero de 2016
miércoles, 16 de diciembre de 2015
BORRADOR BATTONZ KABARET - en la tetera
este año no tenéis ideas para hacer regalos inteligentes a vuestra gente querida?
de manera del todo excepcional mamá noel trae las battonz a valencia!
regaladle la entrada (muy barata)!
... tus padres no olvidarán nunca estas navidades!
regaladla también a la gente menos querida, tendrá efectos positivos para el 2016!
os esperamos en la tetera (cerca de torres de cuart)
en calle carniceros, 15
valencia
INFO EVENTO: https://www.facebook.com/events/966808153388059/
de manera del todo excepcional mamá noel trae las battonz a valencia!
regaladle la entrada (muy barata)!
... tus padres no olvidarán nunca estas navidades!
regaladla también a la gente menos querida, tendrá efectos positivos para el 2016!
os esperamos en la tetera (cerca de torres de cuart)
en calle carniceros, 15
valencia
INFO EVENTO: https://www.facebook.com/events/966808153388059/
viernes, 4 de diciembre de 2015
KEURGUMAK - casa grande
Keurgumak (casa grande en wolof) es un espacio vivido y atravesado por
personas de diferentes orígenes y situado en el contexto valenciano, en
esta España de Europa occidental. En este espacio de la política-íntima
tiene lugar todos los días el encuentro entre la diáspora italiana, la
diáspora africana (en particular la de Senegal), la diáspora de los
países del Este de Europa, la diáspora latinoamericana y caribeña, y
arraigadas y arraigados españoles. Es un ejemplo de vivir de manera
“diferentemente comunitaria". Diferente respecto a la actual disposición
"comunitaria" regulada por la Unión Europea en términos
institucionales, y diferente respecto a la organización comunitaria
familiar desarrollada, a partir de la segunda guerra mundial en el
contexto industrializado occidental, en la familia nuclear. Uno de
nuestros mayores retos es transformar las dinámicas de poder que
normalmente relacionan las minorías étnicas racializadas a las mayorías
nacionales en el espacio comunitario europeo contemporáneo. Las
prácticas de vida cotidiana están basadas en el esfuerzo de
re-equilibrar las injusticias y la historia, apostando por la
honestidad, la no explotación, el apoyo mutuo y el quererse de forma
sana y verdadera.
Aquí el texto presentado el jueves 12 de noviembre en el salón de acto de la facultad de bellas artes de Valencia en el III CONGRESO INTERNACIONAL ESTÉTICA Y POLÍTICA: METÁFORAS DE LA MULTITUD
Actas del congreso: https://riunet.upv.es/handle/10251/57315
viernes, 6 de noviembre de 2015
III CONGRESO INTERNACIONAL ESTÉTICA Y POLÍTICA: METÁFORAS DE LA MULTITUD /// “keurgumak – una casa grande diferentemente comunitaria”.
el jueves 12 de noviembre a partir de las 19 en el salón de acto de la
facultad de bellas artes de valencia estaremos presentando “keurgumak – una casa grande diferentemente comunitaria”.
un texto y un fragmento de un pequeño documental que estamos haciendo sobre keurgumak, (casa grande en wolof).
se trata de un espacio atravesado por personas de diferentes origenes y situado en el contexto valenciano, por lo tanto en un pais del europa occidental.
es un ejempio de "vivir de manera diferente lo comunitario". diferente respecto a la nuova disposición "comunitaria" regulada por la unione europea en terminos institucionales, y diferente respecto a la organización comunitaria familiar desarrollada a partir de la segunda guerra mundial en el contexto industrializado occidental en la familia nuclear.
un texto y un fragmento de un pequeño documental que estamos haciendo sobre keurgumak, (casa grande en wolof).
se trata de un espacio atravesado por personas de diferentes origenes y situado en el contexto valenciano, por lo tanto en un pais del europa occidental.
es un ejempio de "vivir de manera diferente lo comunitario". diferente respecto a la nuova disposición "comunitaria" regulada por la unione europea en terminos institucionales, y diferente respecto a la organización comunitaria familiar desarrollada a partir de la segunda guerra mundial en el contexto industrializado occidental en la familia nuclear.
aquí el programa
viernes, 9 de octubre de 2015
Atlantide resta. Atlantide è ovunque.
Atlantide è stato sgomberato. Da parte nostra diamo tutta la solidarietá a tutte le persone che hanno lottato per fare di Atlantide una realtá e una referenza.
Atlantide resta. Atlantide è ovunque.
+ INFO QUI
Il comunicato di Atlantide:
Chi ci vuole affondare, ci farà debordare
Atlantide resta. Atlantide è ovunque.
+ INFO QUI
Il comunicato di Atlantide:
Chi ci vuole affondare, ci farà debordare
Il sonno della politica genera sgomberi – L’ULTIMO COMUNICATO DI ATLANTIDE
ENGLISH VERSION HERE
E’ ormai evidente che il governo di Bologna è stato commissariato dalla Procura.
L’avviso di sgombero con ultimatum a 5 giorni affisso con lo scotch
sulla porta di Atlantide giovedì 1 ottobre si inserisce perfettamente in
questo inquietante quadro, che va dall’indagine per il riallaccio
dell’acqua alle occupazioni abitative alla pioggia di sproporzionate
misure cautelari preventive ai danni di tante attiviste e attivisti.
Ieri mattina, venerdì, abbiamo interrotto
il Consiglio Comunale per reclamare una risposta politica dal sindaco
che ha firmato quell’avviso. A mezzo stampa, Merola ci ha candidamente
risposto: “Qui di politico non c’è più niente. Io sono il sindaco e non posso inseguire i sogni, adesso devo sgomberare”.
I nostri (bi)sogni sono evidentemente molto diversi da quelli di chi pratica il pinkwashing sulle unioni civili e poi sgombera le froce che praticano l’autogestione. Di chi parla di accoglienza mentre manganella i rifugiati che non stanno all’interno dei suoi programmi di “integrazione”. Di chi concede agibilità a soggetti omofobi, sessisti e razzisti negli spazi pubblici
(No194, Sentinelle, Salvini &co), avvallando l’accanimento delle
destre contro donne, gay, lesbiche, trans e persone che cercano di
attraversare i confini. Non esistono “ruspe democratiche”.
Noi infatti sappiamo che la “legalità”, ormai unica parola d’ordine da destra a sinistra,
è solo la continuazione della politica con altri mezzi: è un modo per
nascondere scopi politici reazionari dietro all’astratta e fittizia
neutralità della legge e mettere al bando tutte le forme di vita che non
si adeguano ai processi di assimilazione neoliberale.
A Bologna, laboratorio storico della sussidiarietà, il PD costringe da tempo ogni forma di iniziativa sociale a diventare o una start up o un servizio fondato sul lavoro gratuito.
Prospettive che Atlantide ha sempre rifiutato. La nostra mobilitazione
ha provato a smontare la logica dei bandi, conducendo l’amministrazione a
sottoscrivere un documento formale in cui si riconosceva Atlantide in
quanto realtà autogestita. Era proprio su queste basi che un anno fa si
apriva un percorso di confronto con il settore Cultura, perché abbiamo
intravisto la possibilità di un’innovazione nel rapporto tra esperienze
sociali autogestite e istituzioni.
Ora questa strada è stata brutalmente interrotta. Volenti o nolenti, il sindaco e la giunta si dovranno assumere la responsabilità della violenta chiusura di uno spazio storico di froce, lesbiche, trans e femministe. Non sarà affatto una campagna elettorale tranquilla.
Siamo sicure, del resto, che gli
sbandierati servizi sociali di quartiere che dovrebbero urgentemente
insediarsi al posto di Atlantide avranno lo stesso destino del
centro anziani e dell’asilo nell’ex convento di Santa Marta o delle aule
studio negli spazi di Bartleby in San Petronio Vecchio, per
citare solo alcuni recenti esempi: l’inesistenza. Dopo il nostro
sgombero, il Cassero di Porta Santo Stefano resterà vuoto per anni, o
per sempre, come è accaduto a tutti gli spazi occupati sgomberati in
questa città.
Ma se vogliono Atlantide “libero da cose e persone”,
la troveranno piena di cose e persone libere. Orde di checche
furibonde, di femministe perverse, di lesbiche guerriere, di trans*
indisciplinat* e di punks senza etichette deborderanno in ogni
quartiere.
Atlantide resta. Atlantide è ovunque.
miércoles, 13 de mayo de 2015
BOZZA BATTONZ KABARET in italia!
dopo 10 anni di progetti e vita insieme...
ideadestroyingmuros-armsidea veniamo in italia a presentarvi il bozza battonz kabaret,
la nostra rivisitazione del manifesto s.c.u.m. di valerie solanas!
se già ne avete sentito parlare questo è il momento di venire a vederlo,
se non sapete minimamente cos'è... venite a sorprendervi!
ci trovate:
sabato 23/5 ROMA nuovo cinema palazzo 21h a Genderotica con Eyes Wild Drag
domenica 24/5 MARINO csoa ipo' di marino 21h con Le rosse
mercoledì 27/5 NAPOLI ex-asilo filangieri 20.30h
venerdí 29/5 BOLOGNA atlantide 22.30h con Betty&Books e Laboratorio Smaschieramenti
martedì 2/6 TORINO la cavallerizza reale 21h con Maurice GLBTQ e Altereva
ideadestroyingmuros-armsidea veniamo in italia a presentarvi il bozza battonz kabaret,
la nostra rivisitazione del manifesto s.c.u.m. di valerie solanas!
se già ne avete sentito parlare questo è il momento di venire a vederlo,
se non sapete minimamente cos'è... venite a sorprendervi!
ci trovate:
sabato 23/5 ROMA nuovo cinema palazzo 21h a Genderotica con Eyes Wild Drag
domenica 24/5 MARINO csoa ipo' di marino 21h con Le rosse
mercoledì 27/5 NAPOLI ex-asilo filangieri 20.30h
venerdí 29/5 BOLOGNA atlantide 22.30h con Betty&Books e Laboratorio Smaschieramenti
martedì 2/6 TORINO la cavallerizza reale 21h con Maurice GLBTQ e Altereva

qualora ci ricordassimo di valerie solanas è per essere l’autrice del tentato omicidio di andy warhol, sparò tre colpi, ferendolo gravemente. noi vogliamo ricordarla soprattutto per essere l’autrice del manifesto s.c.u.m., nel quale si basa questo kabaret.
s.c.u.m. è uno spazio utopico, uno stato d’animo. s.c.u.m. dichiara guerra aperta alla nostra società al regime carcerario con pareti morbide e invisibili, alla noia del sogno americano, ovvero occidentale, alla potenza egemonica dei maschi eterosessuali, bianchi e ricchi. valerie spara a bruciapelo, dall’inizio e senza preavviso, attraverso il linguaggio della strada, tagliente e senza formalismi, senza la benché minima indulgenza verso la decenza borghese.
dopo l’attentato a warhol, le femministe nordamericane si divisero tra la solidarietà e il ripudio verso di lei. alla sua uscita di prigione, valerie era furiosa con le femministe, perché l’ avevano ridotta o a uno sbaglio da evitare o a un modello a imitare, “non hanno capito che ho realizzato un’opera d’arte”.
agli occhi di valerie, le rivendicazioni femministe delle donne bianche, di classe media erano insufficienti. puzzavano troppo a buona coscienza medio borghese. valerie sapeva bene la trappola che suppone sommettersi definitivamente alle condizioni esistenti, stabilite per il macho. o tutto o niente.
valerie propone concludere con lui e con un mondo fatto a sua misura.
questo kabaret tra le altre cose, è un omaggio a valerie solanas, mendicante, puttana, tossica e pazza con l’intenzione di riscattare la sua opera d’arte e despatologizzare s.c.u.m..
e battonz che significa?
battonz è un'attitudine che emerge tra amiche quando avevamo più o meno 17 anni, vale a dire verso la fine degli anni 90. battonz per noi è simile alla parola marpiona, è la modificazione della parola battona.
l'emancipazione sessuale di quelle che battono i marciapiedi', cioè all'epoca del femminile bianco occidentale, ha rappresentato per noi e per anni l'unico processo di autonomia femminile visibile. il termine battonz prende in considerazione perciò anche tutte le prostitute che abbiamo visto ai bordi della pontebbana, una lunga strada grigia che univa i paesetti dell'italia del nord-est in cui vivevamo. negli anni '80 battevano su quella stessa strada carla corso e pia covre, pioniere nella lotta per i diritti civili delle prostitute.
battonz è anche un termine di autodeterminazione femminista che ci ha portato a creare relazioni più consapevoli e sane con gli altri. nel 1977 mario mieli in "elementi di critica omosessuale" definisce la sua interpretazione del termine battonare. la definizione che dà è, per certi versi, simile a ciò che noi intendiamo per battonz. battonare significa cercare, spostarsi, essere conosciute-i, mostrarsi, illuminare, essere in attesa di qualcuno da amare.
battonz è anche una pratica femminista di resistenza quotidiana nata e diretta contro i contesti sessisti radicati nel nord italia e nel nord europa. la nostra esperienza vede le società del nord come degli ambienti in cui i femminili non-occidentali, la sessualità femminile occidentale e la vita, più in generale, sono delle caratteristiche svalutate. sebbene l'idea di maschilismo sia comunemente associata a dei contesti meridionali, troviamo che il settentrione sia caratterizzato da un tipo di sessismo strutturale che sottomette sia le donne occidentali che i femminili non-occidentali a dei processi di mascolinizzazione costanti.
la transizione liberale dei paesi dell'europa dell'ovest mette in questione anche la sessualità e si è prodotta attraverso due tipi di mentalità diverse: una prevede il sesso come tabù, ciò che mantiene l'oppressione femminile e un intero sistema di valori basati sulla non parità strutturale, l'altro è un liberismo estremo, soprattutto nei rapporti interpersonali e sessuali, che conduce al consumo e al desiderio costante di qualcosa di nuovo, anche sul piano relazionale o in termini di amore.
l'attitudine battonz ci permette di organizzarci nella ricerca di nuovi riferimenti, soprattutto per sviluppare risposte diverse da quelle già proposte in occidente sul piano culturale. essere donna in europa occidentale ci sottopone continuamente alla dicotomia tra santa e puttana. la figura della madre in europa occidentale ha portato necessariamente a coinvolgere le donne nel sostegno di un dato sistema di sviluppo di origine coloniale e basato sullo sfruttamento.
l'attitudine battonz ci ha spostato in una nuova posizione sia ironica che critica rispetto al sistema di valori in cui siamo cresciute. questo è anche un posizionamento che ci permette l'incontro con altre diaspore attraverso una capacità ironica che cerchiamo di condividere con le-gli altre-i. questo posizionamento ci situa nella ricerca di qualcuno che ci aiuti a smantellare i valori bianchi del liberalismo europeo a cui siamo legate e di cui, crescendo qui, siamo in qualche modo i simboli. inizialmente, l'incapacità di trovare il nostro posto nei ruoli di madre, santa o puttana ci ha fatto sentire pazze, non volute o diverse.
tuttavia, si tratta di un'attitudine che ci dà nuove risorse da condividere, soprattutto in termini di lotta femminista impostata in una prospettiva postesotica.
+ info: www.ideadestroyingmuros.in
domingo, 8 de marzo de 2015
Transfeminismos - descarga pdf
En este enlace puedes descargarte Transfeminismos. Epistemes, fricciones y flujos de la editorial Txalaparta.https://transfeminismos.wordpress.com/descargar/
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