jueves, 4 de febrero de 2010

Istituto micropunta presents: POWER TO THE SISTERS

3 comentarios:

chiara dijo...

cercando chi è stickyboy:
Per dio e l' impero.
Comincia in maniera fulminante la testimonianza narrativa di Stickyboy. Nome di battaglia di un giovane italiano arrivato a Londra in cerca di arte, spazi, lavoro, e con l’obiettivo di raggiungere il cuore dell’Impero. E il lavoro che trova lo porta a conoscere sempre più da vicino il mondo della prostituzione londinese: le sue leggendarie protagoniste - le Regine –, la sua «etica», i suoi intrecci con il mondo della politica e dello spettacolo, il suo significato sociale e tutti i suoi personaggi di contorno. Un mondo parallelo, dove si può fare tutto basta che non si sappia, dove è permesso tutto a patto di non farsi riconoscere, dove può persino nascere una nuova forma d’arte che qualche «astuto imprenditore» trasporterà poi nel «mondo normale» gridando al miracolo. Con uno stile unico e da subito personalissimo, Per Dio e l’Impero racconta la straordinaria avventura di Stickyboy, la sua vita randagia, le cose che ha visto, i suoi incontri, le sue creazioni al servizio delle escluse, l’ipocrisia di una società che sollecita costantemente la prostituzione ma non ne vuole sentir parlare.

poi davvero mi fermo a pensare che se lavori con la sessualità sempre ti chiedono il perchè, e spesso si aspettano come risposta qualche patologia freudiana. e nessuno mai chiede perchè fai la cameriera, che forse è una pazzia + grande e mal pagata!

grazie per questo documental
k

Anónimo dijo...

se mi immagino di stare in italia e parlare di sessualità, avverto sempre la spiacevole sensazione che non si riesce ad accettarla per quello che è, senza il bisogno di motivarla con qualcosa di più nobile.... (la famiglia, l'amore, l'equilibrio psichico ecc.??!!).,
È certo che chiunque non comprenda correttamente l'influenza del sesso nella vita di ognuno di noi, non potrà mai comprendere la realta' schiavista, tristemente soltanto poche persone hanno una visione serena e realistica della sessualità.
Ieri sera passavo su una stradina ai bordi della quale una prostituta stava facendo un pompino a un cliente. Se vi indignate per lo spettacolo o se sentite pena per la donna, provate a considerare quante persone vendono il loro cervello o le loro braccia per tutta una vita a "un'azienda", un "ristorante"... che li ripaga con uno stipendio che consente loro a volte solo di sopravvivere: non sono forse anche loro,noi,tutte sfruttate? Che differenza c'è fra il vendere la capacità di usare il cervello o le braccia e il vendere il proprio corpo? Quando si è assunti, pur di lavorare, non si è disposti ad accettare la compagnia e a volte l'autorità gerarchica di persone che riteniamo insopportabili: non è anche questa una forma di prostituzione? Perché deve essere migliore?
grazie anche a te K per le informazioni su stickyboy
A*

Muy Sucia 90º dijo...

"(...)Sería interesante saber también porque
la gente hace otros trabajos(...)
pero la gente no se plantean
estas preguntas..."

Bellissima reflexióncasi una patada en el aire x los que respiran sin preguntarse o los que juzgan sin mojarse!!!

os Adorooooo!!